BCE: Quasi pronta per L’Euro Digitale

Ormai lo abbiamo capito bene, il digitale è entrato nelle nostre vite e non intende uscirne. È entrato per migliorarle e mettere a disposizione di ognuno strumenti sempre più performanti per semplificare le azioni che scandiscono la vita quotidiana. Siamo in piena rivoluzione digitale e di questa rivoluzione fanno parte anche i modi in cui si effettuano i pagamenti. In questo scenario la BCE, Banca Centrale Europea, sta valutando l’introduzione dell’Euro Digitale.

 

Ma cos’è l’Euro Digitale e come funziona? Andiamo a scoprirlo insieme.

 

L’euro digitale. Il suo funzionamento

Equivalente elettronico dell’euro fisico in contanti, l’euro digitale è una moneta virtuale con corso legale e garantito dalla BCE.

 

Questa moneta virtuale verrebbe usata per i pagamenti nei 19 paesi facenti parte dell’Eurozona, ovvero quei paesi che hanno adottato l’euro come moneta.

 

L’introduzione dell’euro digitale potrebbe permettere per la prima volta ai privati cittadini il deposito di denaro presso la BCE.

 

Per spiegare il suo funzionamento occorre spendere qualche parola sul bitcoin.

 

Il bitcoin è una criptovaluta, o moneta virtuale, che viene emessa, scambiata e spesa in maniera del tutto virtuale, senza cioè essere stampata o coniata. L’utilizzo e il trasferimento di questa moneta virtuale avviene tramite la blockchain.

 

L’euro digitale avrebbe dunque le stesse caratteristiche di funzionamento del Bitcoin, con una differenza. La moneta virtuale europea sarebbe attivata e controllata centralmente attraverso un database gestito dalla BCE.

 

Perché la necessità di un euro digitale

Le motivazioni che hanno spinto la BCE a pensare ad una valuta elettronica sono molteplici. In una consultazione pubblica che è partita il 12 ottobre, si esaminano tutte le implicazioni dell’emissione di una valuta virtuale. Le opinioni dei cittadini europei a riguardo si concentrano sugli aspetti economici, tecnologici, strategici e sociali di una tale eventualità.

L’inclusione finanziaria

Come spiegato da Fabio Panetta, Membro del Comitato esecutivo della BCE in un articolo sul sito ufficiale della Banca Centrale Europea, l’euro digitale favorirebbe l’inclusione finanziaria.

 

Questo perché consentirebbe ai cittadini una scelta più ampia e un accesso più facile ai mezzi di pagamento. 

Con questa scelta l’Europa potrebbe assumere il ruolo di guida nella digitalizzazione e ammodernamento dell’economia. Temi cari all’Europa soprattutto in vista dei finanziamenti messi in campo dal Recovery fund.

 

Il rafforzamento del sistema finanziario europeo

Il consolidamento di tutto il sistema finanziario dell’Europa potrebbe dipendere proprio dall’emissione dell’euro digitale. La moneta europea sarebbe sicuramente più appetibile all’estero e il ruolo di valuta globale ne gioverebbe in termini di importanza e potere decisionale.

Il controllo sull’evasione e attività illegali

Tracciabilità è la parola che esprime al meglio l’importanza dell’emissione della moneta digitale in un contesto di azioni volte a contrastare attività illegali. Attraverso le nuove modalità di pagamento si potrà infatti avere uno strumento in più contro il riciclaggio di denaro sporco. Al sicuro anche la sicurezza nazionale con il controllo su eventuali finanziamenti del terrorismo.

Molti vantaggi dunque, ma non mancano dubbi in merito. Un esempio sono le questioni sulla privacy e il forte accentramento del potere della BCE che potrebbe avere risvolti sulla libertà personale dei soggetti. La BCE è a lavoro insomma per valutare ogni aspetto. Staremo a vedere se nel prossimo futuro si realizzerà o meno questo ambizioso progetto.

 

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