Recovery Fund: è arrivato il momento di digitalizzare

“Next Generation Ue”. Questo il nome del progetto con il quale il Recovery Fund intende contrastare il pesante impatto che la crisi sanitaria ha avuto sull’economia. Non è solo uno stanziamento di fondi per limitare i danni economici provocati dal Covid-19. Dal nome infatti si evince che questo progetto intende gettare le basi per l’Europa della prossima generazione. E quando si parla di generazioni future non si può fare a meno di pensare alla Digital Transformation. Con il Recovery Fund è arrivato il momento di digitalizzare.

Ma andiamo per ordine. Cos’è il Recovery fund e come funziona? Scopriamolo insieme.

Il Recovery Fund

Un fondo che nasce da una vecchia proposta francese elaborata con lo scopo di emettere i Recovery Bond, con garanzia nel bilancio UE. Il significato letterale è “fondo di recupero”.

Il finanziamento di questo fondo per ripartire avviene attraverso una raccolta di liquidità da parte dell’Europa con l’emissione appunto dei “Recovery Bond”.

Quanto vale il piano?

Le trattative non sono del tutto concluse e gli ultimi accordi risalgono allo scorso mese. Stando dunque a quanto deciso a settembre, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha comunicato che il piano vale 750 miliardi di euro. Il totale viene così suddiviso: 390 miliardi da stanziare a fondo perduto direttamente agli Stati membri e 360 miliardi di prestiti a lunghissima scadenza.

La situazione italiana

A luglio scorso il consiglio UE si è riunito e si è raggiunto un accordo al quale ha fatto seguito l’elaborazione del Piano Italiano.

Al nostro Paese spetta la fetta maggiore di questi stanziamenti. L’Italia infatti è tra gli stati membri dell’Unione Europea che hanno subito il colpo più duro a seguito della pandemia. Le perdite, sia in termini di vite umane che in termini economici, hanno purtroppo dato il triste primato all’Italia.

Complessivamente la somma che avrà a disposizione l’Italia per presentare a Bruxelles il Piano di Ripresa è di 65,5 miliardi. La cifra sarà erogata in parte tra il 2021 e il 2022 e in parte nel 2023.

Come verranno usati i fondi?

Come questi fondi saranno spesi dal governo Italiano è spiegato nel documento che prende il nome di #nextgenerationitalia, piano nazionale di ripresa e resilienza.

Spicca in questo documento come il nostro Paese sia determinato e pronto ad affrontare le sfide di questo prossimo futuro. E come sia intenzionato a seguire le raccomandazioni di Bruxelles che chiede un’Europa verde e digitale. La prima area di intervento infatti è denominata appunto “Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo”. In questo ambito uno dei progetti è di portare il 5G, la tecnologia per i cellulari di quinta generazione, in 100 città Italiane. Ciò consentirà un salto di qualità senza precedenti.

Più in generale in questa area di intervento si promuoveranno importanti azioni per una digitalizzazione delle aziende sempre più costante.

E ancora, sempre in questo ambito, un pacchetto di proposte da parte del Ministero della Salute per modernizzare gli ospedali Italiani. Attrezzature di alta tecnologia ed infrastrutture digitali, questi gli obiettivi per andare verso un nuovo sistema ospedaliero.

Ci aspetta dunque un futuro di profondo rinnovamento.

Sicurezza, tecnologia, digitalizzazione e sostenibilità, queste le parole d’ordine della Next Generation Italiana.

 

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