Landing page: guida alla costruzione di una pagina performante

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Una campagna di web marketing fruttuosa e capace di colpire i nostri potenziali clienti non potrà prescindere da una landing page curata ed efficace. È dunque imperativo creare una pagina performante; vediamo di seguito come possiamo muoverci.

L’importanza della landing page

La landing page è una pagina specifica, quella che si raggiunge dopo aver cliccato su un link reperito navigando su internet. Lo scopo della landing page è quello di promuovere una call-to-action. L’obiettivo è portare il visitatore a fare qualcosa: acquistare un prodotto, prenotare un servizio, iscriversi a una newsletter…

La pagina di atterraggio acquisisce dunque un’importanza fondamentale all’interno della campagna di marketing. Il contenuto della landing page deve essere mirato: una sola offerta o un solo servizio.

Le caratteristiche di una landing page efficace

Pur lasciando al webmaster numerose libertà (grafica, carattere, motivi e decorazioni…) la landing page deve presentare determinate caratteristiche. Il tutto è necessario affinché sia performante e raggiunga il suo scopo, presentando per chi l’ha ideata un ROI, ritorno sull’investimento iniziale. 

Il contenuto testuale deve essere specifico, mirato sull’argomento che la campagna di marketing vuole pubblicizzare. Ogni landing page deve presentare un meccanismo di acquisizione o conversione: se punto ad una vendita vi inserirò un carrello per ordinare e pagare, se invece volessi aggiungere indirizzi a una mailing list farò trovare il modulo di iscrizione. Qualora lo scopo della pagina sia una acquisizione di contatti (lead generation) andrà inserito un form, più o meno lungo e completo, di raccolta dati.

Inseriamo in landing page l’immediata risposta – o conferma – ad un bisogno. Se digito su Google – o qualunque altro browser, ma la grande G ha oltre il 90% del volume di traffico globale – polizza auto, ad esempio, devo giungere in un paio di click a una landing page che mi faccia fare un preventivo. Quella su cui atterrerò dovrà essere una pagina efficace, performante o tornerò indietro per aprirne un’altra, probabilmente concorrente della prima.

Semplicità significa efficacia

Google mi proporrà sulla sua pagina dei risultati (SERP) una serie di risposte alla mia ricerca (query) e io, con ogni probabilità, non arriverò mai a vedere la seconda pagina dei suoi risultati. Mi concentrerò sulle prime proposte, quelle che possiamo definire performanti.

È probabile che, tra le varie possibilità, premierò quella con meno fronzoli, che va dritta al punto rispondendo alla mia domanda. Non mi servono testi lunghi e ricchi di informazioni, pagine complete ma dispersive, lunghi menù a tendina e landing page troppo ricche sulle quali devo scorrere con il mouse prima di raggiungere il pulsante che mi interessa – ordine, iscrizione o cessione di dati, come si è scritto – rischiando di distrarmi, perdermi o annoiarmi. L’attenzione su internet è spesso davvero scarsa.

Manteniamo dunque la nostra pagina semplice, possibilmente inseriamoci davvero solo la call to action per cui è stata creata: se faccio una pagina per aggiungere iscritti alla mia newsletter, perché non inserire in landing page soltanto un comando che faccia scrivere al visitatore la sua mail e gliela faccia inviare al mio database, aggiungendola all’elenco dei contatti con cui comunicherò?

Se creo una landing page elaborata, complicata e difficile da consultare, che richiede troppa attenzione, corro il rischio di allontanare il mio possibile lead, magari spingendolo lontano dalla mia offerta per sempre, poiché non ritornerà più sulla mia landing page dopo averla vista e essersi trovato male.