Che cosa sono le Organizzazioni Esponenziali?

Ci sono aziende che in breve tempo hanno cambiato il nostro modo di vivere quotidiano e al contempo sono diventate globali, accedendo ad un mercato potenzialmente illimitato di clienti attraverso le nuove tecnologie.

Possiamo chiamarle organizzazioni esponenziali (ExO) perché non hanno uno sviluppo lineare nel tempo e nello spazio ma presentano valori di crescita in grado di aumentare in maniera esponenziale di anno in anno.

IL TERMINE

Il termine “organizzazioni esponenziali” è stato coniato da Salim Ismail e dal futurologo Ray Kurzweil nel 2008. I due hanno fondato nello stesso anno la Singularity University, un’istituzione che si occupa di futuro e altissima formazione nata in California e ora presente anche in Italia con 2 chapter a Milano e a Roma.

Samil Ismail definisce tali organizzazioni come: “Un’organizzazione esponenziale (ExO) è un’organizzazione il cui impatto (o output) risulta essere notevolmente superiore – almeno 10 volte – rispetto ai suoi competitor, grazie all’utilizzo di nuove tecniche organizzative, che fanno leva sulle tecnologie in accelerazione.”

 

LE CARATTERISTICHE

Le organizzazioni esponenziali hanno una massima aspirazione che intendono realizzare, uno scopo ben preciso che guida ogni azione. Si chiama MTP – Massive Transformative Purpose – e non è da confondersi con la mission. Non descrive cosa fa l’azienda, ma unisce tutta l’organizzazione attorno a un ideale da raggiungere per provocare una trasformazione radicale.

Il MTP è sostenuto da 10 proprietà, interne ed esterne all’organizzazione, che vengono associate alle caratteristiche dei nostri emisferi cerebrali. IDEAS e SCALE, i due acronimi ideati dal team della Singularity University fanno leva rispettivamente sulla nostra capacità di controllo, guida e stabilità, così come sulla necessaria creatività, spinta alla crescita e gestione dell’incertezza.

 

STRUMENTI E MODELLO

Quello delle organizzazioni esponenziali è un modello organizzativo agile (concetto mutuato dal software), che a differenza dei modelli tradizionali tende ad alleggerire il costo e la gestione di infrastrutture e asset, costo che a causa dei continui cambiamenti da fronteggiare può diventare troppo oneroso e problematico da sostenere nel tempo.

Generalmente le ExO dispongono di:

  • Le ExO ingaggiano staff on demand: non più grandi corporation ma piccoli gruppi di lavoro supportati da staff on demand. Google ha circa 50.000 dipendenti ma eroga servizi per 3,2 miliardi di persone che nel mondo accedono ad internet. Spesso il personale ha ruoli flessibili.
  • Le ExO creano attorno a sé delle community, la pubblicità si basa sul passaparola, e i social sono lo strumento privilegiato. Siamo nell’epoca dell’economia relazionale e non si può prescindere dal mettersi in relazione con gli altri. Questa modalità rende possibile una diffusione esponenziale del proprio marchio a costi molto bassi secondo il modello del peer-to-peer
  • Le ExO sfruttano algoritmi, machine learning e big data: macchine che autoapprendono, algoritmi di analisi e big data. I dati che le nostre macchine raccolgono sono in grado di dirci molto su come organizzare il nostro lavoro perciò la chiave è: analizzare e agire e periodicamente riorganizzarsi sulla base dei dati che si ottengono
  • Le ExO non possiedono asset ma li noleggiano e li pagano a consumo. Pensate ai server o alle stampanti multifunzione: quanti di voi ancora le possiedono di proprietà? Le ExO cercano di possedere il meno possibile e piuttosto utilizzare al bisogno gli strumenti necessari al proprio lavoro, per alleggerire i bilanci ed essere in grado di cambiare e riorganizzarsi velocemente.

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